Inaugurazione Bike Sharing Jump

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Una delegazione di FIAB Roma BiciLiberaTutti, composta da Giovanni, Marco M e Beatrice, è andata alla presentazione in via dei Fori Imperiali di Jump, il nuovo servizio di condivisione di e-bike gestito da Uber, che attualmente ha messo in strada 700 bici a pedalata assistita, con la previsione di arrivare a 2800.

La descrizione del funzionamento del servizio è stata riportata da più fonti (https://tinyurl.com/y6x3952c ; https://tinyurl.com/y2gztp83 ; https://tinyurl.com/yyrynf2x ) quindi più che soffermarci su questi aspetti, avanzeremo alcune nostre valutazioni da ciclisti urbani.

Abbiamo visto e provato le bici e ricevuto diverse informazioni dal personale di Jump presente: ora sta partendo con un profilo “base”, da ottimizzare in base alle esigenze che emergeranno via via ed anche alle nostre segnalazioni e suggerimenti. A tal proposito si è accennato ad un incontro con coloro che erano presenti sabato alla prima visione, tra circa tre mesi.

Come noto, si tratta di un servizio “free floating” ma, contrariamente alle recenti fallimentari esperienze, facile preda di vandalismi, le bici sono dotate di un lucchetto con cavo integrato e retrattile che consente di assicurarle ad un sostegno, che ci sembra positivo. Purtroppo, le rastrelliere sono ancora carenti nella nostra città, ma il Comune sembra intenda velocizzarne l’installazione in punti strategici (stazioni metro, capolinea bus, …). Potrebbe essere utile, per contenere il fenomeno delle bici abbandonate in giro per la città, prevedere aree deputate alla sosta delle e-bike, individuate ad esempio da una linea perimetrale rossa, ed indicate nell’applicazione dedicata di Jump.

Quest’ultima consente, da smartphone, di individuare le bici disponibili e la carica residua della batteria, ed indica le aree dove sia consentito o meno il parcheggio (attenzione: in caso di posteggio in zone proibite è richiesto il pagamento di 25 euro, giustificati dal costo del servizio di riposizionamento)

L’area “operativa”, dove cioè è consentito il parcheggio, si estende da parte del XV municipio fino all’EUR, e da parte del XIII municipio (Via Gregorio VII) alla stazione Tuscolana, a macchia di leopardo, escludendo ad esempio aree verdi, alcune aree del centro storico, le banchine del Tevere. Non è una zona troppo limitata, ma si risente l’esigenza di una sua estensione ad altre aree (terza università, viale Marconi, …)

La valutazione delle zone dove è maggiore la sosta delle bici può dare un’idea del loro utilizzo, ed è questo che stiamo osservando attraverso l’applicazione in questi primi giorni: il maggior numero delle attuali 700 bici – parcheggiate – si trova nel centro città (tra Pantheon, Piazza Venezia, Trastevere, Ostiense) estendendosi fino alla Basilica di S. Paolo e Cristoforo Colombo. Interessante notare alcune bici posteggiate in zona EUR al mattino ma non al pomeriggio. In queste prime ore assenti o quasi utilizzi verso il nord della città.

È evidente però che questo abbozzo di analisi necessita di tempi più lunghi per avere una stima della richiesta dell’utenza e proporre variazioni.

Le bici: robuste, brutte (ma questo ne scoraggia il furto…), comode e maneggevoli, ovviamente geolocalizzate e connesse 4G. il telaio è in alluminio, i freni a disco meccanici Tektro, la batteria estraibile. Gli pneumatici sono antiforatura con camera d’aria da 26” x 2”, scelta determinata dall’esigenza di avere una minima ammortizzazione.

Il costo per ora è però alto (0,50 allo sgancio, 0,20 al minuto, senza minuti gratuiti all’inizio dell’uso), e in caso di prenotazione del mezzo decorre da quel momento (quindi, attenzione a valutare la distanza da percorrere per raggiungere la bici scelta, distanza che comunque viene indicata dall’app)

Oltre ad un ridimensionamento dei costi, ad esempio con i primi 15-20 minuti gratuiti, abbiamo quindi proposto, con forme di abbonamento scontate, ad esempio facilitazioni per abbonati Metrebus o particolari categorie di utenti (studenti?), che sembrano essere già in programma anche se non delineate.

Nel tempo, e all’aumentare del numero delle bici disponibili, sarà possibile valutare l’efficienza della manutenzione delle bici, ad iniziare dal pacco batteria, estraibile, senza trascurare pneumatici ed altre parti che possano essere danneggiate, casualmente o intenzionalmente.

In attesa di poter valutare la validità del servizio nel tempo, e le sue eventuali ottimizzazioni, è evidente che se si riuscisse a sostituire un certo numero di spostamenti di auto private con un pari numero di spostamenti in bici, nonostante le e-bike non siano ben viste dai “puristi” della bici, ne risulterebbe un notevole vantaggio in termini di uso di spazio pubblico, sempre troppo invaso da automobili.

Più bici elettriche vuol dire meno auto, e una recente ricerca lo conferma: si sceglie una e-bike per pedalare più facilmente in una zona collinare; per pedalare lungo distanze maggiori; per sopperire a limiti fisici e per divertirsi (https://tinyurl.com/yyneuz69)  

A favore delle bici a pedalata assistita si è espressa da tempo anche la FIAB, con un documento specifico sull’argomento ( https://tinyurl.com/y59sjgyn ), in cui si afferma tra l’altro che “il ciclismo assistito dà il più grande contributo alla mobilità elettrica privata, dove mobilità elettrica vuole dire decarbonizzazione, sostenibilità, minore inquinamento e tutte quante le cose per cui si batte FIAB in quanto associazione ambientalista, …amplia il numero dei possibili utilizzatori e delle situazioni in cui la bici può essere usata, …prolunga l’uso della bici nelle fasce anziane e contrasta l’automobilismo di ritorno”

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Una risposta

  1. Avatar Cesare ha detto:

    Molto interessante il documento FIAB sulle bici a pedalata assistita che ho letto con piacere

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