Saper andare in bici.

Per andare in bici, come d’altronde per qualsiasi altra attività, è necessario “saperlo fare bene”. Molti, forse troppi, soprattutto tra colori che hanno imparato a farlo da bambini, ritengono che per guidare una bicicletta non ci voglia una competenza particolare, basta sapersi tenere in equilibrio su due ruote, muovere i pedali con naturalezza, girare il manubrio quando necessario o piegarsi lateralmente per impostare una curva in velocità. Se questo può forse essere sufficiente per una semplice e breve pedalata su terreno regolare, in assenza di ostacoli o traffico (sia automobilistico ma anche di altre bici o pedoni) certamente non può essere sufficiente se si vuole affrontare la pratica del ciclismo e cicloturismo in sicurezza. Non è necessario essere ciclisti professionisti o amatoriali agonisti, dediti alle competizioni o alle lunghe distanze per aver bisogno di conoscere e praticare correttamente delle norme di guida e comportamento in sella che possono farci evitare rischi e trasformare una simpatica pedalata in qualcosa di peggiore per se stessi e per gli altri. Ancora più la pratica della Mountain Bike (MTB), oggi sempre più diffusa perché ci permette di pedalare lontani dal traffico automobilistico in contesti paesaggistici e naturali sempre più piacevoli ed interessanti, presenta la necessità di conoscere correttamente i comportamenti di guida adeguati per una giusta conduzione del mezzo. Anche le caratteristiche delle biciclette oggi sempre più evolute, tecnologiche e ricercate necessitano di una guida corretta: freni a disco, bici mono o biammortizzate, a pedalata assistita (con cambio sia meccanico che elettrico), con ruote di raggio più grande (27,5 o 29), con manubri sempre più larghi, talora attrezzate per trasporto bagaglio,ecc. mettono alla prova i ciclisti più inesperti generando rischi in caso di una conduzione di guida scorretta. Ovviamente anche gli ambienti dove si pratica la MTB con i terreni sconnessi, sterrati impegnativi, talora con breccia, fango, solchi, tappeti di foglie, arbusti, sassi ed altri ostacoli, discese e salite ripide comportano una conoscenza ed una pratica di guida non sempre alla portata di tutti. Talora in uscite in MTB in compagnia si sente l’amico che chiede quale è il comando della leva per il freno posteriore o anteriore, come devo ripartire se mi fermo in salita, dove devo mettere il piede se mi fermo in strada con pendenza laterale, quale deve essere la posizione del corpo in salita o in discesa. Queste e molte altre cose sono assolutamente conoscenze indispensabili per godersi una bella pedalata in MTB.

Esiste oggi la possibilità di frequentare corsi e minicorsi di guida corretta della bicicletta e soprattutto della MTB in diverse località ed in Italia esiste la Scuola Nazionale Maestri Mountain Bike, attiva dal 1997,  organo di formazione ufficiale dell’A.M.I.  (Associazione Mountain Bike Italia), che forma Cicloguide-Accompagnatori-Maestri di MTB (Istruttori di 1,2,3 LIVELLO) ed organizza corsi in tutto il paese aperti agli appassionati del settore.

Al di là comunque di tutto questo le cose fondamentali che bisogna assolutamente sapere per andare in MTB in sicurezza su tutti i tipi di terreno sono:

  1. la tecnica di frenata, (mai bloccare completamente la corsa in discesa con il freno anteriore, per solito la leva sinistra sul manubrio, che deve essere usato solo per rallentare la marcia anche talora in modo significativo con il rischio altrimenti di caduta in avanti o perdita di aderenza della ruota anteriore e quindi scivolata non controllata; bloccare la corsa, se necessario solo con il freno posteriore, per solito la leva destra sul manubrio, controllando la eventuale sbandata laterale della ruota,
  2. La posizione in sella e sui pedali, in discesa deve essere spostato il bacino più indietro andando a finire anche fuori sella ed alzandosi sui pedali per ammortizzare meglio le asperità e con i gomiti un po’ larghi per controllare meglio il manubrio in caso di ostacoli e sterzate, in salita invece spostare il peso più possibile in avanti per dare maggiore aderenza alla ruota anteriore, evitare impennate e caricare con i pedali su quella posteriore,
  3. La posizione corretta della sella, più bassa in discesa (per poter più facilmente scendere o toccare il terreno col piede), più alta in salita (per poter imprimere più forza con le gambe sui pedali),
  4. La posizione dei piedi sui pedali che devono sempre poggiare con l’avampiede e non con l’arco plantare,
  5. La direzione del manubrio che soprattutto in caso di pioggia, fondo sabbioso o breccia fine, fangoso, con solchi o poco visibile se ricoperto da fogliame, con sassi deve essere tenuta più possibile dritta, senza spostamenti laterali soprattutto se bruschi (a meno di dover evitare un ostacolo),
  6. La discesa dalla sella in piedi che deve avvenire sempre dal lato dove la pendenza è minore (in caso di sentiero con andamento obliquo) e dove esiste un terreno meno scivoloso possibile,
  7. L’uso corretto del cambio meccanico cercando sempre di anticipare a salire di marcia subito prima del cambio ripido di pendenza in salita,
  8. Con una e-bike utilizzare sempre in combinazione cambio meccanico e livello di assistenza del motore per non forzare troppo o troppo poco con la pedalata e risparmiare più possibile la batteria elettrica.

Questi solo alcuni semplici consigli ma c’è ancora tanto che si può imparare per una guida corretto della bicicletta.

http://www.amibike.com/scuola-nazionale-maestri-di-mountain-bike-new.html

Cesare Albanese

Appassionato della bicicletta e socio FIAB da molti anni con forte preferenza per la MTB. Non sono un ciclista urbano ma pratico cicloescursionismo frequentemente, soprattutto nel fine settimana. Ho partecipato a numerosi cicloviaggi sia in Italia che nel resto di Europa, organizzati, in gruppo ed anche individuali autonomi. Non disprezzo assolutamente la e-bike, ne posseggo una MTB con cui mi diverto moltissimo. Ho piacere di pedalare insieme a mia moglie ed i miei amici e nelle uscite della nostra associazione sempre molto piacevoli e ben organizzate. Prediligo i percorsi su strade sterrate e sentieri ma anche su strade asfaltate secondarie e ne conosco numerosi soprattutto nella zona a nord di Roma e intorno al lago di Bracciano.

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