La bicicletta a pedalata assistita

Recentemente ci è stato richiesto da alcuni soci e simpatizzanti se nelle escursioni che propone la nostra associazione è consentita la partecipazione con biciclette a pedalata assistita, volgarmente conosciute come bici elettriche, più correttamente definite con l’acronimo anglosassone di “pedelec” (pedal electric cycle), e quale è l’orientamento di BLT a riguardo. Per quanto concerne il primo punto possiamo tranquillamente affermare che è pienamente consentita la partecipazione con bici elettriche alle uscite dell’associazione sia per quanto concerne le pedalate in MTB, con bici da strada ed ibride. Più complesso è l’argomento di come si orienta BLT nel giudizio della bicicletta elettrica. Certamente non vi è una posizione ufficiale dell’associazione ma vi sono soprattutto considerazioni dei singoli, piuttosto divisi tra chi rimane convinto che la bicicletta muscolare è sicuramente preferibile e l’unica che possa definirsi correttamente “bici”, chi invece è più aperto alla novità, disponibile ad un suo utilizzo più estensivo e chi invece già la utilizza con soddisfazione e piacere, magari anche alternandola con la bici muscolare. Anche l’orientamento ufficiale della FIAB si è modificato nel tempo e se è vero che inizialmente vi erano parecchi dubbi nel promuovere un suo utilizzo estensivo legato a problemi di sicurezza, impatto ambientale, corretta definizione delle caratteristiche del mezzo, successivamente vi è stata un’ampia apertura all’uso della bicicletta a pedalata assistita culminato con la pubblicazione di un interessante documento, ormai non più tanto recente, reso noto nella conferenza dei presidenti delle associazioni FIAB tenutasi a Genova nel novembre 2016 (qui sotto il link per scaricare il documento completo). Nel documento sono ampiamenti trattati i “buoni motivi” per l’utilizzo della bicicletta assistita: 1) la bici assistita ha tutti i vantaggi della bici tradizionale, quelli che di solito elenchiamo per promuovere la ciclabilità: velocità e facilità di spostamento, non occupa spazio, non inquina, non fa rumore e così via ed ha lo stesso valore della bici tradizionale per quanto riguarda il tema della salute; 2) il ciclismo assistito da il più grande contributo alla mobilità elettrica privata; 3) amplia il numero dei possibili utilizzatori e delle situazioni in cui la bici può essere usata, in quanto: è un grande vantaggio per lo sviluppo della ciclabilità nelle città collinari, consente di superare i problemi legati al caldo eccesssivo, permette un utilizzo più ampio nella popolazione anziana, allunga la distanza per cui la bici è conveniente, avendo meno vincoli di peso del mezzo si possono avere maggiori confort (ampliando la possibilità di trasportare bagagli o in genere merci), molte zone possono aprirsi al cicloturismo se supportato dall’assistenza elettrica, come anche a MTB e altre attività a carattere più sportivo, incentiva i privati cittadini ad installare impianti fotovoltaici sul proprio tetto per coprire con l’autoproduzione i consumi elettrici, migliora le relazioni interpersonali tra uomo e donna (per esempio nelle famiglie dove è solo uno dei partner a fare percorsi impegnativi permette di stare insieme anche su percorsi che l’altro non farebbe mai con una bici normale). Così come vengono anche menzionati i “possibili problemi” come la dipendenza dal motore, il costo e la durata del mezzo, il peso maggiore, i furti (aumentando il valore ne aumenta il rischio), non è vero che non inquina (consuma energia elettrica, in parte prodotta da fonti fossili), la condivisione degli spazi ciclabili (con mezzi meno veloci e pedoni). Complessivamente comunque il bilancio risulta favorevole alla bici elettrica tanto che il documento riporta questa sintesi: “In generale FIAB ritiene che i “buoni motivi” per apprezzare e promuovere la bicicletta assistita siano di gran lunga prevalenti rispetto ai problemi che possono emergere, anche considerando che questi potranno essere superati dando tempo e modo a questo settore di svilupparsi”.

Cesare Albanese

http://www.fiab.info/download/bici_assistite_approv_26nov16.pdf

Cesare Albanese

Appassionato della bicicletta e socio FIAB da molti anni con forte preferenza per la MTB. Non sono un ciclista urbano ma pratico cicloescursionismo frequentemente, soprattutto nel fine settimana. Ho partecipato a numerosi cicloviaggi sia in Italia che nel resto di Europa, organizzati, in gruppo ed anche individuali autonomi. Non disprezzo assolutamente la e-bike, ne posseggo una MTB con cui mi diverto moltissimo. Ho piacere di pedalare insieme a mia moglie ed i miei amici e nelle uscite della nostra associazione sempre molto piacevoli e ben organizzate. Prediligo i percorsi su strade sterrate e sentieri ma anche su strade asfaltate secondarie e ne conosco numerosi soprattutto nella zona a nord di Roma e intorno al lago di Bracciano.

Una risposta

  1. Giovanni Palozzi ha detto:

    Pur essendo favorevole alla bicicletta a pedalata assistita, e riconoscendone i vantaggi così come espressi dall’articolo pubblicato da Cesare,
    credo sia giusto sottolineare che un traguardo importante da raggiungere nella tecnologia della mobilità assistita e/o ibrida è la riduzione del forte impatto ambientale che hanno ancora le batterie. Un articolo a tale proposito è stato pubblicato su questo sito pochi giorni fa:
    https://www.biciliberatutti.org/2021/02/04/lauto-elettrica-le-emissioni-zero-ad-oggi-restano-una-chimera-ecco-i-dati-sul-consumo-energetico-delle-batterie/

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